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Pubblicato il: 25/04/2026
La proposta, promossa da esponenti di uno dei partiti della maggioranza, nasce da un dato percentuale evidente: nel nostro Paese meno del 5% degli immobili è assicurato contro calamità naturali. Questo significa che milioni di abitazioni sono esposte a rischi economici elevati in caso di eventi catastrofali riconosciuti ufficialmente. L'obiettivo del testo è duplice: da un lato si vuole proteggere la sicurezza economica e il patrimonio delle famiglie e, dall'altro, ridurre la spesa pubblica per emergenze e ricostruzioni, che oggi supera i due miliardi di euro l'anno.
Qualora diventasse oggetto di norme di legge vigenti, l'assicurazione casa contro le calamità riguarderebbe l'abitazione principale e gli immobili regolari dal punto di vista urbanistico. Sarebbero, quindi, esclusi gli immobili abusivi e tutti gli edifici non conformi ai titoli edilizi. In altre parole, non si tratterebbe di una copertura generalizzata su tutti gli immobili, ma di una tutela mirata alla casa di residenza.
Ci sarebbe un contributo statale perché il cuore della proposta è un incentivo economico diretto sul costo della polizza. In sintesi:
Le coperture della polizza riguarderebbero più eventi naturali, quali terremoti, alluvioni, frane e altri eventi catastrofali riconosciuti dal Governo e tali da causare danni gravi alla struttura dell'immobile, mettendo a rischio la stabilità economica delle famiglie.
Per finanziare il sistema di incentivi, la proposta prevede un fondo pubblico dedicato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Le risorse stanziate sarebbero crescenti partendo da 100 milioni di euro per il 2026, per salire a 150 milioni per il 2027 fino a 200 milioni annui dal 2028 in poi.
Al fine di ottenere il contributo, la polizza assicurativa casa contro le calamità dovrà rispettare standard minimi di copertura, che saranno definiti nel dettaglio da un regolamento IVASS. Inoltre, la compagnia assicurativa dovrà verificare i requisiti prima di applicare lo sconto.
Dal punto di vista sociale, questa proposta di legge è significativa perché si inserisce in un contesto più ampio in cui spiccano l'aumento degli eventi climatici estremi, la crescente pressione sulla spesa pubblica e la necessità di strumenti di protezione privata. L'idea di fondo dei promotori spinge verso minori interventi emergenziali dello Stato e più prevenzione individuale, sostenuta da incentivi pubblici.
Concludendo, quella appena vista resta – al momento – una proposta di legge che, pur degna di nota, non è stata ancora approvata. Dovrà, infatti, seguire l'iter parlamentare e potrebbe essere modificata o inserita in altri provvedimenti (come la manovra 2027). Rimarchiamo che, in caso di sua approvazione, le famiglie non sarebbero obbligate ad assicurarsi ma – nell'ipotesi – potrebbero giovarsi di un contributo statale e di una forte riduzione del costo della polizza. Al contempo, sarebbero coinvolti assicurazioni e datori di lavoro, ai fini della copertura per eventi naturali gravi.