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Pubblicato il: 06/05/2026
Tuttavia, si tratta di una scelta che comporta rischi concreti di incendi ed esplosioni e che – proprio per questo – è regolata da norme giuridiche. Non esiste un divieto assoluto, ma è fondamentale rispettare limiti quantitativi e rigorose regole di sicurezza e prudenza.
In linea generale, la normativa italiana non vieta la detenzione di carburante per uso domestico o personale. Tuttavia impone condizioni stringenti per ridurre il rischio di incidenti potenzialmente gravi e danni a persone e/o cose. In materia, le fonti di riferimento sono individuabili in un complesso di normative: oltre all'accordo ADR, recepito in Italia dalla legge n. 1839/1962 e relativo al trasporto di merci pericolose, e al Codice di prevenzione incendi di cui al D.M. 3 agosto 2015 e successive modifiche, spicca tuttora il decreto del Ministero dell'Interno del 31 luglio 1934, sulla sicurezza relativa a lavorazione, deposito, vendita e trasporto di oli minerali. In particolare, il testo disciplina il cosiddetto "modico possesso" di tali sostanze e costituisce tuttora una base normativa fondamentale per la prevenzione incendi nel settore degli idrocarburi e per le autorimesse.
In concreto quanta benzina si può tenere in casa? A livello orientativo, la normativa storica sul "modico possesso" indica una soglia di circa 36 litri all'interno dell'abitazione, entro la quale si applicano regole semplificate. Superata questa quantità, entrano in gioco i principi generali di prevenzione e sicurezza antincendio. Ma, al di là delle regole giuridiche, per ridurre i rischi è buona prassi preferire più taniche di piccola capacità (ad esempio 5-10 litri).
La sicurezza dipende soprattutto dalle modalità di conservazione. Oltre all'accortezza di non riempire mai i contenitori fino all'orlo, è necessario usare taniche omologate (certificate con standard europei/UN), ossia contenitori progettati e testati secondo norme di rilievo extranazionale per il trasporto e lo stoccaggio di carburanti. Sono riconoscibili da una marcatura impressa sulla tanica che indica certificazione, tipo di materiale e resistenza. Garantiscono sicurezza contro perdite, urti e variazioni di temperatura, a differenza dei contenitori improvvisati.
Così come recepiti internamente dall'Italia, gli standard internazionali di sicurezza prevedono, inoltre, che le taniche per uso domestico o privato siano dotate di specifici requisiti atti a prevenire incendi ed esplosioni. Questi includono la presenza di un tappo con retina anti-fiamma, un beccuccio per il travaso e un sistema di blocco ermetico.
Al di là dell'ovvia precauzione di tenere la benzina fuori dalla portata di bambini e animali e di controllare periodicamente lo stato delle taniche per evitare perdite, è opportuno:
Chi vive in condominio deve prestare ancora più attenzione. In questi casi, alla legge si abbinano le eventuali previsioni del regolamento condominiale, il quale può limitare le quantità, stabilire modalità di conservazione o anche vietare completamente la presenza di materiali infiammabili. In caso di situazioni potenzialmente rischiose, l'amministratore può intervenire e chiedere la rimozione delle taniche.
Concludendo, al di là del dato normativo è sempre necessario adottare comportamenti prudenti e responsabili. Come detto, si possono tenere taniche di benzina negli spazi domestici e nelle pertinenze della propria casa, ma prestando attenzione alle quantità, all'uso di contenitori idonei e alle condizioni di conservazione. In caso di dubbi, è sempre consigliabile rivolgersi all'amministratore di condominio e/o ai Vigili del Fuoco, o verificare le disposizioni locali e condominiali.